“Sono Isa Angiolina Rebecchi, ho 81 anni! Ho aperto il Casottel nel 1989, l’anno scorso abbiamo festeggiato i 30 anni.
Siamo chiusi dal 12 marzo e per noi è davvero strano, di solito siamo sempre pieni di gente anche a mezzogiorno, possiamo dire che abbiamo tra i 60 e gli 80 clienti al giorno anche se il martedì siamo chiusi tutto il giorno.
Da noi vengono a mangiare persone di ogni età e tipologia sociale, dagli operai ai dottori, dai giovani fino ai novantenni! Tutte persone normali, io voglio che da me ci siano persone belle, in tanti anni non ho mai avuto un problema. Facevamo anche da mangiare per chi magari era in difficoltà e non poteva permettersi di pagare neanche un piatto di pasta, qua di fronte ci sono molte case popolari, vecchini che hanno una pensione di 400 euro e che devono versare anche un po’ di affitto. A loro non ho mai fatto pagare nulla. Alcuni di loro poi venivano qui al pomeriggio semplicemente per fare due chiacchere e giocare a carte, ora molti sono andati in paradiso.
Qua fuori, di fianco al pergolato e alle mie amate rose, c’era anche una bocciofila, ma nessun giovane vuole più prendersene cura. È triste ‘sto fatto.
Per quanto riguarda il prossimo futuro non mi aspetto di guadagnare molto, sicuramente proporremo dei menù a prezzo fisso, tipo 12 o 13 euro per un primo, un secondo e un quarto di vino. E stiamo disponendo i tavoli secondo le norme del distanziamento, spero di lavorare un po’ anche con la parte esterna e l’asporto.
Penso che questa situazione durerà a lungo, non c’è lavoro soprattutto per i giovani. C’è tanta gente che ha paura del futuro, ma in fondo io non ne ho così tanta, non ne ho mai avuta di paura nella vita. Secondo me Milano saprà ripartire, se ce l’ha fatta dopo la guerra ce la farà anche stavolta. I rapporti umani comunque sono la cosa più importante, in questi giorni mi hanno chiamato molte persone per sapere come stavo, addirittura dei medici in pensione che sono tornati in servizio per sconfiggere il Covid, e io, al telefono, dicevo loro: “Stai attento che sei anziano!! Non stare troppo vicino ai malati!”.
Alle istituzioni chiederei semplicemente di aiutare quelli che non ce la fanno più ad andare avanti, di pensare di più alla povera gente, anche se poi governare non è facile per nessuno, se i poveri diventano molti poi come si fa ad aiutare tutti?”